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Riccardo Zini

Punk, Ska…questo era il mio destino, quel genere di destino che prende forma grazie alla passione. E la passione si affaccia ad 11 anni, tra le centinaia di pagine di musica che circolano a casa mia ed un nonno musicista che suona sax alto e tenore, nelle balere di paese e le grandi orchestre dei mitici anni ’60.

Punk, Ska…questo era il mio destino, quel genere di destino che prende forma grazie alla passione.

E la passione si affaccia ad 11 anni, tra le centinaia di pagine di musica che circolano a casa mia ed un nonno musicista che suona sax alto e tenore, nelle balere di paese e le grandi orchestre dei mitici anni ’60. Così il mio destino prende la sua prima forma: si chiama clarinetto e soffia nella banda del mio paese e non solo, fino al 1994, quando mi diplomo al Cherubini di Firenze con il mio secondo maestro di musica e di vita, Alessandro Licostini. Dopodichè il destino cambia forma: si chiama sax tenore e percorre strade tutte sue tra i primi amori (R&B, Dixeland, Jazz, Ska…) ed i primi gruppi tramite i quali scopro il piacere di calpestare il palco, il gustare l’attesa del pubblico, la paura e l’adrenalina prima del concerto, la voglia di condividere con gli altri queste sensazioni; il voler provare a dire qualcosa di tuo, scrivere, giocare con le note, percepirne il colore, il sapore, l’odore.

 

Nascono così molte collaborazioni: Ragnoloni Taskavota (Ska), Trimad (Punk-rock), Struzzi domestici (R&B), Quartetto Lumière (musiche da film), varie Big Band, formazioni per Musical e Opere, sessioni jazzistiche, musica latina e colonne sonore per cortometraggi e cartoni animati. Ma la passione prende anche una sua forma più definitiva e soprattutto per un periodo più lungo, lasciando traccia di sé in 3 dischi e in una quantità di concerti sia in Italia che all’Estero: i SirRandha ed il loro Ska-punk straccione e raffinato, diviso tra sperimentazione ed istinto, rappresentano un momento interessante nella realtà musicale toscana a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. Sono tutte esperienze che mi mettono in contatto con musicisti di varia estrazione, alcuni dei quali successivamente ritroverò nella Fantomatik: Manolo Nardi, Claudio Ingletti e Dario Mannucci.

 

Contemporaneamente scopro anche la vocazione per l’insegnamento e la direzione di alcune filarmoniche.

Oggi il destino si chiama Fantomatik Orchestra: un progetto collettivo pensato per portare la musica tra la gente, per infrangere il tradizionale confine tra l’artista e lo spettatore. In questo contesto fatto di contaminazioni tra generi e stili diversi, il colore che più mi rappresenta è quello scuro cavernoso e primordiale del sax baritono: la voce dell’anima alla perenne ricerca di un senso profondo di sé. Buon punk a tutti!!! (Perché il primo amore non si scorda mai!)

 

Commenti
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Grillo  - :-)   |19-07-2010 01:33:38
Mi sono dimenticato alcune consonanti,ma si capisce uguale veroooo???? Un
salutoneee a tutti
Grillo  - .... beh il primo grande amore   |19-07-2010 01:32:56
Ska ska ska! il primo amre non si scorda mai e sicuramente Ricardo sei stato un
trampolino essenziale per scoprire nuovi generi musicalima sopratutto lo ska che
ne sono appassionato alla grande!!! CIAOOOOO
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